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Palamito
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Il mwbgpalàmitocite-ref-1[1] (detto anche mwcwpalangaro, mwdapalangrese; mwdqcoffa o mwdgconzu in mwdwsiciliano) è un attrezzo di mweapesca professionale o mweqsportiva costituito da una lunga lenza di grosso diametro con inseriti ad intervalli regolari spezzoni di lenza più sottile portanti ognuno un amo.

Contents

Esche
Prede
Storia
Note

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Struttura

Sostanzialmente il palamito è costituito da un lungo e robusto cavetto (mwjqtrave o mwjgmadre) con numerosi mwjwbracciòli più sottili ognuno dei quali porta un amo. A intervalli regolari sulla trave sono inseriti dei cavetti portanti dei galleggianti che permettono il posizionamento dell'attrezzo alla corretta profondità di pesca. Ai due estremi della madre sono fissate due cime portanti un galleggiante con bandiera (o riflettore radar) che permette la facile localizzazione dell'attrezzo. Se il palangrese è fisso questa cima porta anche un peso nella parte inferiore. Il palamito si definisce mwkafisso se è ancorato al fondo e mwkqderivante se è libero di seguire le correnti. Diametro della madre e dei braccioli, intervalli di distribuzione dei braccioli sulla madre, dimensione degli ami utilizzati, scelta dell'esca, profondità di pesca e del momento di calata e salpata sono le variabili che permettono di indirizzare l'attività di pesca alla specie desiderata con una certa selettività, dai piccoli mwkgsparidi di fondale ai grandi mwkwpelagici di superficie.

Palamiti fissi e derivanti hanno alcune differenze di struttura, la lunghezza dei braccioli, ad esempio, nei palangari fissi va dai 100 cm ai 3 metri, nei palangari derivanti può raggiungere i 30 metri. I braccioli di palamiti tesi a specie dotate di dentatura robusta (mwlqsquali, mwlgpesci serra, ecc.) possono avere la parte finale in cavetto di acciaio.

La scelta dell'amo, soprattutto della sua dimensione, è una fase cruciale nella progettazione di un palamito e presuppone la conoscenza delle specie ittiche bersaglio dell'attrezzo.

Esche

Le esche impiegate per armare i palamiti sono varie quanto i tipi dell'attrezzo stesso, possono essere utilizzati pesci vivi o morti, mwngcefalopodi o altri mwnwmolluschi, mwoaoloturie, mwoqcrostacei o perfino esche artificiali. Talvolta viene abbinata all'esca principale una sorgente luminosa.

Tecnica di pesca e tipologie di palamito

Il palamito viene in genere calato la sera e salpato al mattino successivo ma non è un imperativo, infatti alcune specie vengono pescate durante il giorno. Con questa tecnica si insidiano vari tipi di pesce, da piccoli come le mwpaaguglie a grandi come mwpqtonni, mwpgpesci spada e squali. Come tutti gli attrezzi ed i sistemi di pesca ha diverse denominazioni dialettali:"conzo" o "cuonzo" e "coffa" sono tipiche del meridione d'Italia, "palamito" è usato perlopiù dalle marinerie liguri e toscane. La denominazione ufficiale italiana è "palangaro". Una volta il palamito dopo ogni cala veniva disteso sulla spiaggia per eliminare gli eventuali imbrogli e sostituire gli ami mancanti, e poi riposto ordinatamente nel suo contenitore, tondo o quadrato a seconda delle marinerie, noto come mwpwcoffa (nome talvolta impropriamente usato per definire l'intero palamito). Attualmente le fasi di salpaggio e, talvolta, di calata vengono effettuate automaticamente. A seconda della/e specie bersaglio (dal piccolo mwqasparide al grande pelagico - mwqqpesce spada o mwqgtonno -) viene calato a fondale o, grazie ad un'opportuna distribuzione di galleggianti e pesi a mezz'acqua, o addirittura in superficie.

In alcune marinerie del nordatlantico vengono utilizzate macchine particolari che svolgono autonomamente ed in automatico le operazioni di innesco, calata, salpata, slamatura dei pesci, pulizia degli ami dall'esca residua, ed immagazzinaggio. In Scandinavia (Norvegia in particolare) piccole barche (10 m in media) calano a mwramerluzzi dai 10.000 ai 25.000 ami al giorno, utilizzando perlopiù il sistema "miniline" della Mustad.

Prede

Le prede più pregiate dei palamiti costieri sono rappresentate da mwtaspigole, mwtqorate, mwtgsaraghi e specie simili. I palamiti di alto fondale sono impiegati soprattutto per la pesca dei mwtwnaselli. I palangari derivanti servono principalmente alla cattura di grandi pesci pelagici come mwuatonni, mwuqpesci spada, mwugaguglie imperiali o mwuwalalunghe. Si può dire che è possibile approntare un palamito per ogni tipo di pesce che abbocchi agli ami ed infatti ve ne sono un'infinità di tipi locali, ognuno dei quali adatto per la cattura di un dato tipo di pesce.

Storia

È un attrezzo diffuso in tutto il mondo e, rispetto ad altre tecniche di pesca, relativamente recente: si ritiene infatti abbia avuto origine in mwvgCatalogna nel 1700, e da qui si sia rapidamente diffuso nel resto d'Europa e nel mondo.

Tecnica innovativa e modernissima per l'epoca, al punto che la sua diffusione nelle comunità costiere mwwanorvegesi incontrò la ferma opposizione del clero locale che riteneva il suo (per l'epoca) elevato potenziale di pesca "corruttore" della moralità delle masse.

Legislazione italiana

Il decreto del mwwwMinistero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste del 30 gennaio 2024 (mwxaMisure tecniche per la pesca sportiva e ricreativa con il palangaro) ha stabilito che: 1. il numero complessivo degli ami dei palangari presenti a bordo e/o calati da ciascuna unità da diporto non deve essere superiore a 50, qualunque sia il numero delle persone presenti a bordo; 2. è vietato l’uso di verricelli salpa-reti elettrici o collegati a motori termici. 3. a bordo delle unità da diporto, è vietata la detenzione contemporanea di palangari e salpa-reti elettrici o collegati a motori termici.cite-ref-2[2]

Impatto ambientale

Le organizzazioni ambientaliste sostengono che il palamito possa risultare dannoso nei confronti delle popolazioni di uccelli marini, che durante le fasi della cala possono afferrare gli ami innescati prima che questi vadano a fondo. In realtà questo è vero per quanto riguarda gli Oceani, ma non per Il Mediterraneo.

Per ridurre il rischio di impatto sugli uccelli, vengono utilizzati diversi mezzi. Il più efficace ed utilizzato consiste nell'uso di un cavo a cui sono attaccate vistose bandiere legato a poppa e lasciato in scia alla barca proprio dove vengono calate le esche che agisce come uno spaventapasseri.

Per quanto riguarda l'ittiofauna il palamito è considerato un attrezzo selettivo, infatti il posizionamento nella mwzqcolonna d'acqua, la scelta dell'esca e, soprattutto, delle dimensioni dell'amo possono escludere la maggior parte delle specie non interessanti economicamente e le fasi giovanili delle specie mwzgbersaglio.

Note

cite-note-11. mwbqhttps://www.treccani.it/vocabolario/palamito2/
cite-note-22. mwcqmwcgmwcwInterrogazione 219 del 7/3/2024, su mwdaconsiglioregionale.calabria.it.

Bibliografia

• Bombace G., Lucchetti A., mweaElementi di biologia della pesca, Edagricole, 2011, ISBN 978-88-506-5370-6

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su palamito

Collegamenti esterni

• mwhahttps://web.archive.org/web/20090224162856/http://www.charterpesca.net/SCHEDE/COFFA/coffa.html
• mwhghttp://www.pescainmare.com/articoli/palamito1.htm
• mwiahttp://www.biggame.it/fishing/palamito/palamito_orata-01a.htm
• mwighttp://www.palamito.in mwiwArchiviato il 15 gennaio 2011 in Internet Archive.